Chimico vs Biologico: Perché scegliere un concime organico

 

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La concimazione chimico-sintetica si basa sulla teoria della mera restituzione quantitativa degli elementi che il terreno ha progressivamente perduto. 

Non viene tenuto conto del fatto che la terra è un elemento vivo, ricco, pulsante e molto articolato, la cui vitalità è strettamente connessa a fattori di gran lunga più complessi di una semplice equazione matematica. 

Infatti, i fertilizzanti di sintesi si rendono disponibili in una forma che è esterna all’organizzazione naturale e ciò fa sì che gli elementi nutritivi presenti in eccesso vengano accumulati e non metabolizzati.

Questi, nel lungo periodo, arrivano ad uccidere ogni forma di vita presente nel terreno; condizione primaria per la vita dei vegetali e motivo della stanchezza dei suoli. 

 

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Dopo un utilizzo massiccio e prolungato di prodotti chimici, ci si è resi conto che la terra anziché aumentare la sua fertilità, la diminuisce drasticamente, sfruttando e usurando le energie residue derivate da quella stratificazione di humus (la cosiddetta “forza vecchia”) accumulatasi in anni di concimazioni organiche.

Una volta esaurita questa risorsa, sopraggiunge un drastico calo del tasso di fertilità del suolo. 

I prodotti di origine vegetale (nel nostro caso mix di panelli altamente proteici), proprio perché di origine esclusivamente organica, hanno il vantaggio di arricchire la terra da coltivare di tutte quelle sostanze naturali che, insieme, favoriscono i particolari meccanismi, delicatissimi e vitali, che servono al suolo per tornare alla vita, giovando in questo modo alle piante che cresceranno così più sane, resistenti, rigogliose, equilibrate e che certamente saranno in grado di resistere naturalmente e con maggior energia alle avversità ed alle malattie.

I prodotti così ottenuti, mostreranno una maggior quantità di sostanza secca, sinonimo di sapore, maggior durata e minor marcescenza.

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